Il progetto

Obiettivo del progetto è quello di rafforzare la competitività delle PMI attraverso il trasferimento delle innovazioni per la valorizzazione dei prodotti tradizionali (ortofrutta, cereali, oli e legumi) nell’ambito delle diete mediterranee sostenibili.

La diffusione del modello alimentare anglosassone e la globalizzazione hanno causato il cambiamento nella dieta e abitudini alimentari dei consumatori, aumentando le patologie legate all'alimentazione ma anche l'impatto sulla biodiversità e sulle risorse naturali nel Mediterraneo. Un sempre più elevato numero di studi sulle relazioni esistenti tra alimentazione e salute riconosce il ruolo della dieta alimentare nella prevenzione di numerose malattie. Grazie alle prove fornite dagli studi epidemiologici, si sono moltiplicate a livello nazionale ed internazionale le raccomandazioni con lo scopo preciso di adottare una sana alimentazione. Per garantire regimi alimentari sani, accesso ad alimenti di buona qualità ed in quantità sufficiente, e livelli medi di apporti nutrizionali appropriati è necessario mantenere una biodiversità elevata. La letteratura scientifica non ha accordato ancora sufficiente attenzione alla biodiversità dell’alimentazione mediterranea ed al suo valore nutrizionale, in particolare per quanto riguarda i prodotti nutraceutici d’origine vegetale che hanno effetti benefici potenziali sulla salute e sono tradizionalmente utilizzati nelle comunità rurali.

Tali considerazioni ci conducono verso il concetto di Diete sostenibili che alcuni autori (Gussow e Clancy) avevano iniziato ad esplorare già negli anni ’80. Essi infatti raccomandavano il consumo dei cibi sia in virtù del loro contenuto nutritivo che rispetto agli ecosistemi da cui provenivano. "Le diete sostenibili sono diete a basso impatto ambientale che contribuiscono alla sicurezza alimentare e nutrizionale nonché a una vita sana per le generazioni presenti e future. Concorrono alla protezione e al rispetto della biodiversità e degli ecosistemi, sono accettabili culturalmente, economicamente eque e accessibili, adeguate, sicure e sane sotto il profilo nutrizionale e, contemporaneamente, ottimizzano le risorse naturali e umane". Da questa definizione si deduce quanto le Diete sostenibili abbiano un approccio multisettoriale che coinvolge la nutrizione, la salute umana, lo sviluppo economico e gli aspetti socio-culturali, gli stili di vita, la biodiversità e gli ecosistemi.

Nell’ambito delle diete sostenibili, il progetto prende in considerazione la dieta mediterranea perché essa è indissolubilmente legata alla biodiversità. In effetti, la biodiversità gioca un ruolo fondamentale per assicurare la diversità nutrizionale dato che la composizione degli alimenti può variare considerevolmente in funzione della tipologia, ma anche tra varietà, cultivars e razze legate allo stesso tipo di alimento. I dati sulla composizione rappresentano le basi necessarie per elaborare programmi di educazione per la scelta di diete alimentari sane. “La conoscenza della composizione chimica degli alimenti è fondamentale nel trattamento dietetico delle malattie e per tutti gli studi quantitativi sulla nutrizione umana.” (McCance et Widdowson,1940). Nelle diete e culture alimentari mediterranee sono utilizzati diversi tipi di piante coltivate e spontanee (cereali, frutta e ortaggi), promuovendo l'uso e la conservazione della biodiversità. In effetti, solo attraverso il suo uso la biodiversità può essere conservata. Le diete mediterranee sono, dunque, tutt'altro che omogenee; esse includono un’ampia gamma di prodotti tipici e sono estremamente varie. E' questa diversità che offre un buon livello di nutrizione e benessere sociale per i vari popoli mediterranei (Padilla, 2008).